INTERVISTE

Interviste di Z: Sesto ci spiega il valore di “0+0”

Oggi abbiamo il piacere di ospitare Sesto, che il 28 gennio pubblica il suo nuovo singolo “0+0” per le Siepi Dischi. Una critica sociale o una considerazione oggettiva, vedetela come volete. Noi abbiamo preferito che sia direttamente l’artista a spiegarcelo meglio!

Ascolta 0+0 su Spotify

Ciao Sesto benvenuto! Il 28 gennaio pubblichi il tuo nuovo singolo “0+0”, ti va di spiegarci la metafora di questa somma matematica?

Oggi pesiamo spesso il valore con il denaro, attribuendo al materiale troppa importanza, perché quello che ci circonda usa questo metro di misura. I filtri di Google, i followers, le visualizzazioni, i numeri, sono davvero il termometro del valore reale?

È la prima volta che nei tuoi testi muovi una critica così diretta alla società di oggi? 

Nello scrivere canzoni spesso mi pongo delle domande, ma come tutti non sempre ho le risposte. Per primo metto me stesso in dubbio, più che criticare gli altri. Comunque, non è la prima volta e credo non sarà l’ultima.

Quale credi sia la motivazione dell’insensibilità collettiva e la sempre più attenzione alla superficialità?

Un po’ siamo circondati da un meccanismo che ci vuole pronti al click, pronti all’ acquisto. È questo gioco del “visto che ti piace questo potrebbe piacerti anche quest’ altro”; lo trovo davvero sminuente perché vorrei essere libero di scegliere.

La situazione di superficialità colpisce anche il mondo della musica e quindi anche la sua fruizione, dove credi che arriveremo se le cose non cambieranno?

Sta a noi fruitori decidere di non far scegliere ad un algoritmo quello che vogliamo ascoltare, perché la macchina dice che se ora hai ascoltato Salmo dopo vorrai sicuramente ascoltare qualcosa di simile.Ecco, io invece voglio farmi ancora sorprendere dalla musica.

Stai già lavorando a qualcosa di nuovo?

Certo! Il disco in uscita a Marzo per le Siepi Dischi, che si chiamerà “Pianosequenza”, ha bisogno di un live. Al momento sto preparando due set opposti, uno a band completa e uno un po’ più minimale.

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