INTERVISTE

Con Delle Sirene Il cAnto aggiunge un altro capitolo al “libro con la sua colonna sonora”: intervista ad Itaca Reveski.

Itaca Reveski è il progetto del cantautore, produttore e compositore di Nettuno (RM) Gianmarco Ricasoli.

Ecco l’intervista per scoprire di più su questo vero e proprio viaggio musicale che sta continuando con il nuovo singolo “Delle Sirene Il cAnto”.

  • Benvenuto su Musikz. Parlaci un po’ del tuo progetto musicale, come nasce?

Ciao e grazie mille per lo spazio e il tempo che mi dedicate! Itaca Reveski nasce nella mia mente a fine 2018 dopo il tour con Wrongonyou e dopo un momento difficile nella mia vita privata. La mia volontà inizialmente era quella di fare musica strumentale che fosse basata sulle sensazioni del viaggio in ogni sua forma. Quindi Itaca perché mi sento un po’ Ulisse che cerca la strada di casa. Strada facendo, dopo aver scritto diverse canzoni, arriva quella che a fine 2019 mi fa “tornare la voce” ed è proprio “Nထvola”. Quindi il progetto che era Ithaka inizialmente, diventa Itaca Reveski perché decido di crearci una storia narrativa di fondo in cui c’è appunto questa ragazza di nome Itaca Reveski che scrive un diario. Per caso un ragazzo che gira il mondo con la chitarra lo trova e leggendolo si innamora di lei e decide di andare a cercarla. Per cui, quale nome migliore per un viaggio se non la sua meta? Itaca Reveski. Quindi il mio progetto è, detto brevemente, un libro con la sua colonna sonora. I capitoli escono con ogni singolo e li si può ricevere cliccando sul link in bio dell mio profilo Instagram @itacareveski

  • “Delle sirene il c/-\nto” è il tuo ultimo singolo. Parlaci di questo brano. 

Il pezzo è una metafora che rappresenta il momento nella vita in cui ci lasciamo sedurre dalle “sirene”. Sirene intese come vocine nella testa che ci spingono a fare qualcosa lontano da noi, come persone o qualsiasi cosa che ci porti lontano da noi stessi. La sento molto profonda e mi piace immaginarlo così come lo sentite nella canzone che ho scritto, un canto che seduce a dubitare della vita e della morte stessa, che incuriosisce al punto da farti chiedere “cavolo, ma se fosse vero che morire fosse solo risvegliarsi e vivere per sempre, non varrebbe scoprirlo adesso?”. Una ninna nanna per un sonno eterno. Un argomento un po’ taboo nella musica forse, ma per me descrive le emozioni che ho provato quando nella vita mi son trovato davanti alle “sirene”.

  • Come nasce l’idea per il videoclip del tuo nuovo brano?  

L’idea nasce dal voler creare una dimensione complementare alla musica e al testo della canzone che, insieme al capitolo del diario formano il suo significato completo.  Il videoclip l’ho ideato insieme all’artista che poi lo ha realizzato. Gli ho raccontato della mia visione del canto delle sirene e lui ha avuto questa idea di far risvegliare questo scheletro (da lui costruito) dalla tomba, che in realtà non sa di essere morto, ma che in realtà potrebbe anche star sognando… “e se morire fosse solo addormentarsi e sognare per sempre?”.

  • E come nasce invece l’idea per l’artwork? 

L’artwork l’ho realizzato io stesso e nasce da due parole chiave “morte” ed “eternità”. La morte è il prezzo da pagare e l’eternità è il premio che le “sirene” offrono così ho deciso di dividerli a metà come fossero le parti di un’unica cosa e ho fatto altrettanto per le foto realizzate in occasione del singolo.

  • Cosa ti ha ispirato maggiormente per la composizione del brano? 

Parto sempre dal mio vissuto, da esperienze fatte, quindi da una sensazione o un’emozione che ho dentro, cerco di metterla a fuoco e trovo una metafora che la rappresenti. Il canto delle sirene mi sembrava perfetto.

  • Dove possiamo seguire la tua musica e più in generale il tuo percorso? Lascia pure qui i link dei tuoi canali di riferimento. 

Questi sono i luoghi virtuali dove sono maggiormente attivo 🙂

Spotify: https://spoti.fi/2CwhDUZ 

Instagram: https://www.instagram.com/itacareveski/

Facebook: https://www.facebook.com/itacareveski 

YouTube: https://bit.ly/37Yt03R 

Grazie di cuore! Un abbraccio!

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