INTERVISTE

Le Interviste di Z: Pambianchi e l’esordio con “Sorgente”

L’intervista di oggi è con “Pambianchi”, online con il suo primo singolo “Sorgente”.

Partiamo con il chiedere a Pambianchi chi è nella vita di tutti i giorni? 

A primo impatto sono un ragazzo abbastanza timido e riservato a cui in realtà piace moltissimo scherzare, ridere e divertirsi con gli amici. Sono un gran nerd appassionato di videogiochi, giochi da tavolo, fumetti, musica, film e serie TV. Ho studiato e lavorato nell’ambito della comunicazione e del marketing mentre ora sto cercando di farmi strada come cantautore.

Allora guardandoti allo specchio, spiegaci le differenze tra te l’artista

Non ci sono differenze, due facce della stessa medaglia che esistono una in funzione dell’altra. Gregorio scrive i testi e le melodie raccontando le sue storie; Pambianchi è l’attore che ne interpreta i protagonisti dando loro voce. La recitazione però serve unicamente a comunicare un messaggio. Detesto tutto ciò che è finto, l’artefizio, la mancanza di spontaneità, le caricature costruite a tavolino per dare personalità e contenuti a chi altrimenti ne sarebbe privo. Nel mio caso non ci sono filtri, solo la verità. Grazie a Pambianchi sono in grado di parlare in modo autentico e trasparente, come l’acqua.

Bene, ora riesci a raccontarci il tuo percorso musicale? 

Per anni ho frequentato lezioni di canto private e pubblicato cover su YouTube e SoundCloud, per poi accorgermi che non mi avrebbe portato lontano, ero un cantante qualsiasi.

C’è stato anche qualche tentativo fallito di emergere, come la partecipazione a Una Voce per Sanremo nel 2014; non sarebbe potuto andare diversamente per via dei grossi problemi di ansia che ho scoperto di avere molto più tardi.

Durante la pandemia ho sentito il bisogno di creare qualcosa di mio, ma ero completamente solo. Ho capito di dover creare qualcosa di unico e che erano le mie esperienze personali a rendermi diverso. Così ho iniziato a scrivere e comporre i miei primi pezzi, convinto che non ce l’avrei mai fatta, ma alla fine il risultato mi soddisfaceva, mi sentivo bene e mi sono reso conto di avere qualcosa da dire.

Da un anno ho ripreso le lezioni di canto alla Scuola di Musica Moderna di Ferrara e adesso sono nel bel mezzo della produzione del mio progetto attuale di cui Sorgente, il mio singolo, fa parte.

Parlaci del tuo ultimo singolo: “Sorgente”

Sorgente è una traccia eurodance ispirata al film “The Fountain – L’albero della vita” (Aronofsky, 2006) e riprende alcuni suoni della colonna sonora. Affronta temi quali vita, morte e amore e racconta come ho superato il momento più buio della mia vita, trovando forza nell’amore per ciò che mi fa sentire vivo. Vuole essere un messaggio di supporto a tutte quelle persone che hanno affrontato o stanno affrontando un momento difficile, invitandole a far splendere la loro luce interiore. Per questo il sound è così energico.

Con chi ti senti più legata/o o se vuoi citare chi ti ha aiutato nel tuo percorso discografico? Raccontaci perché

Sicuramente devo ringraziare gli amici fantastici che ho attorno, mi sono stati vicini durante tutti gli step della produzione. Spesso confrontarmi con loro mi ha aperto gli occhi davanti a problemi che, essendo coinvolto in prima persona, non avrei colto. Sorgente, per esempio, era una traccia molto più lunga inizialmente. Accorciandola avevo paura di rovinarla, invece i loro consigli mi hanno spinto a migliorarla e a trovare soluzioni alternative per renderla maggiormente impattante.

Ringrazio i ragazzi di DE/LAB, lo studio di produzione di San Marino a cui mi sono affidato, per avermi dato la possibilità di realizzare un progetto in cui altri non hanno creduto. Lavorare con loro è stato un vero piacere. In particolare, Federico Bombini è il produttore che si è occupato della traccia ed è merito suo se siamo arrivati al risultato superlativo che potete ascoltare. Rispecchia fedelmente l’idea a cui aspiravo ed è piaciuto tanto.

Infine sono grato per il sostegno datomi dalla mia famiglia e dalle persone che mi conoscono e mi seguono sui social. Il fatto che il testo sia stato apprezzato mi ha dimostrato che vale ancora la pena di approcciare la musica in modo più ragionato.

Quali sono le dinamiche più importanti nel creare le tue canzoni? 

Solitamente parto da melodie che mi vengono in mente per caso e che registro prontamente sul cellulare. Per la struttura mi aiuto con semplici basi prodotte da me o estrapolate da canzoni che hanno lo stesso giro di accordi e mood del mio brano.

L’aspetto più importante? Tra melodia e testo è una dura lotta.

La melodia è il mio biglietto da visita, deve essere orecchiabile e catturare subito l’attenzione. Le parole vengono colte in un secondo momento e diventano il motivo per cui l’ascoltatore rimane e apprezza realmente il brano. Preferisco scriverle e adattarle su una melodia già definita.

Nel testo cerco di trovare il giusto bilanciamento tra specifico e generico: deve essere estremamente personale, ma mantenersi abbastanza generico da evitare che la libera interpretazione del pubblico venga sopraffatta. Voglio che chi ascolta si senta completamente immerso nell’esperienza e possa appropriarsene interpretandola a modo suo.

Il linguaggio è semplice, ma mi piace inserire temi o termini particolari per stuzzicare la curiosità e far conoscere meglio argomenti che mi appassionano, come la mitologia.

Tutto parte sempre da un concept, un macro tema da sviluppare e da cui partire per creare un intero progetto di canzoni collegate tra loro. Sono molto geloso di queste idee e purtroppo vivo col terrore costante di vederle sviluppate superficialmente da altri artisti con maggiore visibilità e disponibilità economica.

Con chi ti piacerebbe collaborare? 

La lista sarebbe infinita, ma al momento mi piacerebbe tanto collaborare con gli artisti che hanno ispirato il mio progetto. Sarebbe un sogno remixare e produrre tracce con Gabry Ponte, oppure cantare e scrivere nuovi brani con Paola & Chiara, vedendole di nuovo assieme. Mi piacerebbe lavorare con Giorgio Vanni e Max Longhi perché le canzoni dei cartoni animati sono uno dei miei riferimenti. Oppure con Immanuel Casto e Romina Falconi, che propongono sempre concept curatissimi e testi ironici, ma profondi. Si tratta di artisti che stimo moltissimo, accomunati dalla capacità di creare melodie indimenticabili e testi che lasciano impresse immagini indelebili. 

Quali sono i tuoi progetti da grande? 

In quanto artista emergente, indipendente e autofinanziato che ha dovuto fare un po’ tutto da solo, le mie ambizioni sono limitate, ma chiare. Non do nulla di quello a cui sono arrivato per scontato e anche le piccole cose mi sembrano enormi conquiste. Il mio obiettivo è riuscire a produrre e pubblicare tutti i progetti che ho in mente, ritagliandomi magari uno spazio per lavorare nell’ambito musicale senza dover ripiegare su soluzioni insoddisfacenti. I palchi, se mai arriveranno, saranno solo una piacevole conseguenza.

Un saluto ai nostri lettori ora! 

Ringrazio Independent Radio per questa bella intervista e tutti i lettori che mi dedicheranno qualche minuto per leggerla. Spero che Sorgente sia per voi un nostalgico tuffo nel passato e vi faccia rivivere le splendide emozioni degli anni 90.

Per ultimo a chi vuoi dedicare il tuo singolo? 

Lo dedico a chiunque mi abbia supportato concretamente, anche tramite semplici like o messaggi, ma soprattutto a chi un giorno scoprirà Sorgente trovandovi conforto, comprensione e amore.

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