INTERVISTE

Yang P – Musica D’Autori “Musica D’Autori”: il confronto tra artisti di epoche e generi diversi a favore di una rinnovata curiosità nel nuovo podcast di Yang P.

“Musica D’Autori”: il confronto tra artisti di epoche e generi diversi a favore di una rinnovata curiosità nel nuovo podcast di Yang P.

LINK STREAMING PODCAST: https://spoti.fi/2TMbb2h

“Musica D’autori”, il nuovo podcast di Yang P, nasce dalla necessità di scoprire (e riscoprire) musica. In un’epoca nella quale la nostalgia e la retromania hanno vinto sulla curiosità e sull’innovazione, Paride Rosati confronta brani che per i più potrebbero risultare agli antipodi. 

Da qui nasce la necessità di uscire fuori dagli schemi secondo i quali il passato vince sul presente. Nelle puntate del podcast infatti assistiamo a confronti del tutto imprevedibili che sfidano “il senso comune” secondo cui non si può paragonare un brano di Achille Lauro a un brano del Faber.

Questo ed altri confronti del genere vi lasceranno a metà tra lo sbigottimento e la sorpresa, ma vi aiuteranno di certo a scoprire nuova musica e a comprendere meglio i nuovi linguaggi della comunicazione musicale. 

Non dobbiamo mai dimenticare che anche se cambia il linguaggio con cui gli artisti comunicano agli ascoltatori, anche se cambiano i generi che si ascoltano, anche se cambiano le classifiche e le tendenze, il filo rosso che ci lega al passato e ci proietta verso il futuro rimane invariato: la musica è stata e rimarrà sempre uno dei motori principali della nostra immaginazione e della nostra capacità di sognare.

“Non ci sono barriere di genere o epoca: una canzone trap potrebbe essere basata su un argomento non dissimile da quello trattato da un cantautore della scuola genovese in un suo brano. Un gruppo indie potrebbe aver utilizzato all’interno di un suo pezzo una scala musicale presente anche in un disco dance degli anni 90” dice Yang P parlando del suo podcast.

Il Podcast, è interamente ideato e prodotto da Paride Rosati ed è disponibile su Spotify.


Abbiamo scambiato due parole con Yang P, qui l’intervista:

“Yang P”. Da dove nasce questo nome?

Nasce dalla necessità di creare un alias con cui pubblicare delle strumentali di genere rap. L’idea dietro questa scelta è molteplice:

foneticamente ricorda un tipo di nome da MC (Master of Ceremonies) molto in voga in America per attecchire su un pubblico più giovane (anche se gli artisti stessi molte volte sono tutt’altro che “Young”).

Come significato si collega al taoismo: nel suo simbolo più conosciuto, ci sono due parti di colori opposti che convivono e che si completano.

“Yang P” quindi rappresenta la mia parte più creativa, come contraltare a quella che ogni giorno deve adattarsi alla società e ai suoi ritmi.

“Musica d’autori”. Parlaci di questa nuovo progetto che stai portando avanti.

E’ un podcast in cui confronto due canzoni appartenenti a due epoche e generi diversi.

L’obiettivo è quello di riuscire a diffondere la mia grande passione per la musica del passato e del presente, che spesso ha pubblici molto diversi.

Proprio per questo punto perlomeno a creare curiosità di uno di questi verso la musica dell’altro e viceversa.

Cosa ti ha spinto a voler parlare di musica, oltre al produrla?

Tendenzialmente la stessa cosa che mi spinge a parlare con amici, familiari e conoscenti: la voglia di scoprire e far scoprire qualcosa che colpisce l’attenzione.

Quale tra le puntate che hai prodotto finora è stata quella che a posteriori ti è piaciuta maggiormente?

Per fortuna rispondere a questo domanda diventa, man mano che escono le puntate, sempre più difficile!
Quella che ho trovato più difficile (e soddisfacente) da fare è stata quella in cui collegavo il brano “La testa gira” dei Club Dogo a “Scimmia” di Eugenio Finardi.

In entrambi i brani si parla della dipendenza data dalle sostanze stupefacenti in maniera molto cruda, quindi in un modo molto differente rispetto a come viene  trattato l’argomento in questo periodo (quindi con molta leggerezza).

Stando attento a non avere un tono paternalistico, ho utilizzato la puntata anche per dire la mia su quell’argomento.

Hai mai pensato di riproporre lo stesso format non solo sulla musica ma anche su altre forme d’arte come ad esempio la scrittura?

Bella domanda!

No, però potrebbe essere interessante farlo (anche perché, per quanto riguarda il cinema soprattutto, ho un tipo di passione molto simile a quella che ho per la musica).

Ti ringrazio per l’idea, ti darò la paternità, nel caso la portassi avanti!

Quali sono musicalmente parlando i tuoi progetti futuri?

Sono diversi: nei prossimi mesi verranno pubblicati dei dischi di alcuni gruppi musicali della scena alternativa milanese in cui ho suonato le tastiere.

Sono poi alla ricerca del modo migliore per poter pubblicare la mia musica (di matrice principalmente rap ed elettronica) che non ho mai smesso di fare ma che fatico a diffondere.

Magari nei prossimi mesi (grazie anche al podcast) riuscirò a trovare il canale giusto!

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