INTERVISTE

Nicolainmusica – Destinity una canzone di accoglienza ed integrazione

nicolainmusica è il progetto solista di Nicola Cassarino, nato a Modica, in Sicilia, classe 99.
Cresce musicalmente con il rock e i chitarroni, per poi approdare a generi diversi come jazz, elettronica, neo-soul.

Il 31 Maggio 2019 distribuisce il suo primo EP di quattro pezzi completamente autoprodotto, “BE-EP”.

Oggi lo incontrimo in occasione del suo nuovo singolo “Destinity” già distribuito presso tutti gli store digitali.

Ma chi è Destinity?

Destinity è una donna nigeriana di 33 anni incinta e malata, che nel febbraio del 2018 ha tenta di oltrepassare il confine di Bardonecchia per arrivare in Francia da sua sorella.

L’idea del testo è partita da un articolo che raccontava la vicenda e sottolineava come la gendarmeria abbia lasciato svariate ore Destinity in attesa, senza nemmeno bussare alla dottoressa di turno all’interno dell’edificio.

Destinity è infine morta al Sant’Anna di Torino dopo aver dato alla luce Israel.


La canzone racconta la storia partendo da un orizzonte più lontano: dal viaggio fatto da Destinity per arrivare in Italia, dalla speranza di poter far crescere i propri figli in luoghi non tormentati dalla guerra e dalla fame.

Destinity fugge dalle lotte del suo paese per ritrovarsi a dover affrontare un’altra guerra, quella dell’indifferenza e della mancanza di umanità di persone, organi istituzionali, forze dell’ordine e anche cittadini che sembrano addirittura rimproverare la speranza di una madre che le domandano: “cu quali facci t’arricuogghi?” ( con quale faccia vieni qui?).

Destinity è arrivata come la notte e andata via come la luna, ma solo dopo aver dato vita ad una nuova speranza di nome Israel. 


Perché il siciliano? Nicola ci racconta di aver pensato che fosse importante descrivere la situazione usando una delle prime lingue che questa gente impara a conoscere subito dopo lo sbarco, anche prima dell’italiano.

Il testo della canzone è stato scritto dall’amico rapper Terra mentre il basso è di Samuele Nigro.

Il brano sarà in gara per il prestigioso concorso “Musica contro le mafie

Per chi volesse questo è il link per votare il brano:

https://pr.easypromosapp.com/voteme/840599/633492346?lc=ita

Abbiamo chiesto a nicolainmusica di raccontarci di più in questa piccola intervista:

1)  Il tuo pezzo si intitola “Destinity” (Destino). Credi che il destino di ognuno sia già prestabilito o che quest’ultimo venga segnato in base alle scelte e le esperienze fatte? 


Una bella domanda filosofica, come piacciono a me!
Intanto fa riflettere come il nome della donna di cui parla il brano ricordi la parola “destino”, pensando poi alla sorte che ha avuto.
Ci tengo a precisare che il testo non l’ho scritto io ma Terra, un mio amico rapper, che non smetterò mai di ringraziare, quindi quello che dirò magari non coinciderà con il suo pensiero.
Sentendo questa storia viene difficile credere che ci si possa auto-determinare.

Se nasci migrante in questo periodo storico, sei inevitabilmente legato a un destino in cui verrai sballottato a destra e a sinistra dal politicante di turno senza che tu possa decidere nulla.

Ad ogni modo, esulando dai discorsi politici è quello che succede in diverse misure a tutti noi: non tutto, anzi forse la maggior parte di ciò che ci accade è il risultato di miliardi di fattori esterni diversi da noi.
Però, colpo di scena, credo che nonostante le forze esterne abbiamo un nostro campo d’azione e di scelta. E’ vero, ci sono cose che non possiamo controllare, ma le piccole cose di tutti i giorni, quelle che sommandosi diventano grandi cose…beh, quelle le costruiamo (anche) noi!

Non intendo dire che posso solo stabilire se fra 5 minuti andrò a comprare il pane; c’è molto altro. Non sono qui a parlare della mia musica perché predestinato.
E’ facile ridurre tutto a questo e anche comodo per chi vorrebbe passare la vita non vivendo.

2) Il tuo brano è interamente in siciliano ci spieghi il perché di questa scelta?

Parlandone con Terra siamo d’accordo sul fatto che questa storia ha l’esigenza di essere raccontata con il dialetto che per primo ascolta chi arriva nelle nostre coste sapendo bene quale sia il legame tra il dialetto e la gente della mia regione, la Sicilia. 
Non meno importante è il bisogno poi di utilizzare certe espressioni che non hanno la stessa “potenza verbale” dell’italiano. 
Capisco bene che l’idea di portare avanti un brano in dialetto sia un azzardo, pochi artisti che scelgono la strada della musica dialettale riescono a farsi ascoltare anche in ambito nazionale.
Il mio è da considerarsi un esperimento, una sfida se vogliamo, che ho scelto di fare per la particolare storia che c’è dietro e perché no, per portarmi appresso un brano che mi ricordi in qualche modo casa mia. Inoltre, ormai questo tipo di musica è associata erroneamente solo a certi generi.
Ho cercato così di portare nel mio mondo musicale il testo dialettale, con le mie influenze e le mie inclinazioni.

3) “Destinity” è uno dei pezzi in gara per il concorso “Musica contro le mafie” quanto pensi possa influire la musica nella lotta contro le stesse?

La mafia è un’idea malsana, cancerogena e degradante.
E l’unico modo per combattere un’idea è utilizzare un’altra idea.
Non conosco un modo altrettanto efficace e san, la musica è un veicolo di parole e idee.
Non sarà il più forte o il più decisivo ma è il mio modo per esprimere le mie riflessioni. 
Spero di aver “donato” con questa canzone un’idea diversa di società, un altra società rispetto a quella vittima di criminalità, corruzione e sopruso.
Idea contro idea. Libertà contro mafia. Che vinca la prima. 

4) Sicuramente per combattere e sconfiggere le mafie c’è bisogno di unione, quanto credi sia importante la collaborazione tra artisti indipendenti?

Cercare di spuntarla contando solo su sè stessi è dura.
La collaborazione è fondamentale per chi come me non ha nessuno alle spalle.
oi emergenti siamo atomi che hanno bisogno di legarsi per aumentare la loro efficacia comunicativa.
Il “do ut des” è una regola che funziona in tutti gli ambiti e naturalmente anche nella musica. 
In merito a questo non posso non citare le due esperienze di community di musicisti indipendenti di cui faccio parte. Il Musiklub e NuovaEra. Due gruppi diversi ma con lo stesso spirito collaborativo e lo stesso fine: quello di crescere insieme.

5) Progetti futuri?

Combattere contro il freddo e il Natale.
A parte gli scherzi, vorrei spoilerare tutto ma poi si perde tutto l’hype per chi mi segue. E ahimè, dovevan chiamarci “creatori di hype” non musicisti!
Posso soltanto dire che anche il prossimo sarà un singolo e che mi sposterò ancora una volta su un nuovo genere di canzone, come ho sempre fatto. Nonostante “Destinity” mi abbia impegnato notevolmente in termini di ore e lavoro (e tanta stanchezza), mi sono messo già a lavoro e beh… si prospetta una mole di lavoro ancora maggiore!
Ma è quello che amo fare e lo faccio senza pensarci troppo. Non rimane che seguirmi via social per restare aggiornati sul prossimo lavoro, sui prossimi live e su altre sorpresine che ho in serbo.

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