INTERVISTE

“I Don’T Care”,il singolo lancio di “Mars”, Il nuovo lavoro di Myky

Si intitola “I Don’t Care” il primo brano estratto da Mars,secondo album di inediti pubblicato dal cantautore Myky, già disponibilie su tutte le piattaforme digitali.

La scelta per realizzare ilrelativo videoclip è ricaduta sulla Nomodsfilm (directed by Tony Ruggiero and edited by Mario D’Arienzo), rafforzando il sodalizio che era già sbocciato con My Friend, e che, agiudicare da questo ultimo lavoro, è destinato a fiorire definitivamente.Il brano è una love-song tipicamente pop dalla melodia semplice che s’incolla subito alle orecchie. Basta l’attacco iniziale, dalle note pulite e cadenzate portate a ritmo di chitarra,a fare da traino agli altri strumenti che entrano quasi una alla volta, e da preludio alritornello, per poi chiudere con la stessa semplicità, questa volta con le note affidate alpiano. Una canzone che assomiglia a una ballata romantica ma che ha un qualcosa in più nelle sonorità, dunque un prodotto né troppo minimalista né eccessivamente infarcito dieffetti da sintetizzatori.

Insomma, la componente musicale è chiara, immediata e piacevole. Quella testuale racconta una storia d’amore in crisi, anzi la reazione del protagonista allo spettro di una possibile separazione. Ci sono tutti gli elementi per un bel video languido e appassionato,un po’ malinconico un po’ ribelle.

E’ così? Beh, lo sarebbe stato se dietro al progetto non ci fosse la mente in continua palpitazione di Myky che, anche grazie al supporto della Nomodsfilm, ci porta in giro per il cosmo trasformando quel “break my heart” in un ideale “break my earth” e traslando il patimento d’amore del singolo individuo in una sofferenza d’abbandono universale, un dolore che riguarda alla lettera l’intero pianeta. Poco importa se il messaggio ambientalista sia dichiaratamente voluto oppure sia una provocazione; Myky, in modo assolutamente velato nel testo ma del tutto evidente nel videoclip, offre allo spettatore un gioco, lasciandogli la libertà di scegliere a quale livello partecipare, o semplicemente in quale riconoscerci. Come era accaduto per tutto il cd precedente, dove lo storytelling aveva il dono di generare empatia con l’ascoltatore, ancora una volta il pubblico è inglobato nel rebus delle emozioni ma con un passo in più. In questo si vede la crescita dell’artista: sappiamo che la musica, come l’arte in genere, non ha mai un solo universosemantico e per questo non si può ridurre a un livello di lettura univoco. Dunque su un testo che ha all’apparenza poco di equivocabile, Myky ci spiazza raccontando ben tredifferenti storie: l’amore, i pianeti, la mitologia.

Cresciuto a pane cartoni animati di assoluta qualità, l’eclettico Myky diventa una console retrò di videogame e ci fa divertire con i riferimenti cult della tv per ragazzi, da Dragonball e Sailor Moon, in primis.Il video è stato girato tra Castelvolturno e il Centro Direzionale di Napoli, catturando dalla realtà urbana quella geografia dell’abbandono che riflette la solitudine interiore. Vi hanno preso parte 8 attori che interpretano sette pianeti (oppure divintà?) più la terra, e ovviamente Mars, il pianeta rosso, eponimo di questo nuovo album tutto da scoprire.

Ciao Myky, grazie per averci dedicato questi menuti preziosi per un’intervista. Abbiamo visto il videoclip di “I don’t care” e l’abbiamo trovato carico di simbolismi, sopratutto zodiacali e mitologici. Ci spieghi meglio il messaggio del video?

Grazie mille a VOI per avermi ascoltato!
Nel video di “I Don’t Care” che fa da apripista al mio nuovo lavoro discografico “MARS“, io sono Marte, il dio guerriero, ma anche guardiano del pianeta rosso del fuoco e della passione.
Dal mio pianeta scorgo che la terra è in pericolo, incatenata, senza più energie, in balia dei disastri ambientali che stanno causando gli esseri umani. Decido quindi di “salvarla” chiedendo l’aiuto degli altri dei/pianeti, i quali mi consegnano la loro fonte energetica sotto forma di una sfera colorata… fino ad arrivare a Plutone, ultimo pianeta e Dio degli inferi, che mi consegna anche le chiavi per liberare la terra.
Il mio video, come del resto la mia musica, è come un libro aperto a mille interpretazioni diverse, c’è chi ci ha visto la voglia di comunicazione che purtroppo ai giorni nostri diventa sempre più rara… come messaggio nascosto, riassumerei tutto nella frase/gioco di parole, “Save the Heart/Save the Earth” (salva il cuore, salva la terra!)


Mars non è certo il tuo primo lavoro, cosa c’è in questo disco di diverso?


Mars” ha racchiuso nel titolo il concept fondamentale del disco, che è anche ciò che mi rispecchia di più in questa fase della mia vita… sono sempre stato un sognatore, un guerriero che non si è mai arreso davanti a nulla pur di realizzare i propri progetti… sono un Gemelli, faccio tutto sempre con passione e dando il 100% senza risparmiarmi… e tra l’altro Marte è entrato nel segno dei gemelli proprio quest’anno! E’ un lavoro molto più maturo rispetto al mio disco precedente “My Key” nel quale avevo incluso anche canzoni scritte parecchi anni prima, come se fosse uno scrigno, una piccola cassaforte per raccontare tutto me stesso e la mia musica… Ho sempre trovato nelle note il mio linguaggio preferito, un’arma per esprimere al meglio le mie emozioni laddove non ci riesco con le parole, uno scudo per vincere la mia timidezza… mentre in “My Key” c’è ancora qualche legame con il piccolo Myky che cominciava i suoi primi passi nel mondo della musica, in “Mars” ci sono io oggi, sempre piccolo, ma con qualche esperienza in più sulle spalle, e tanti, tantissimi sogni in più dentro e fuori al cassetto!


Com’è nato questo disco e che messaggio ha?


Ho cominciato a scrivere le mie nuove canzoni lo scorso anno, mentre promuovevo il mio lavoro discografico precedente, “My Key“.
L’album si apre con “Dreamer” che è un vero e proprio manifesto per chi come me, è un sognatore che non si arrende, che punta sempre alle stelle, consapevole che mal che vada, si ritroverà da qualche parte vicino alla luna!
Mars“è una sorta di diario terapeutico…in ogni canzone ho racchiuso le mie emozioni, un’esperienza differente, mia ma anche di chi ho incontrato lungo il mio cammino…. per questo c’è chi può rivedersi in un guerriero sognatore, o in qualsiasi altra canzone…
In pezzi come “La Fine” o “July” ho invece canalizzato tutto il dolore per la perdita di persone a me carissime… perchè così come la poesia, la musica ha il potere di donare l’eternità che va oltre ogni dimensione.

Come sappiamo hai partecipato, con i “The Dreamer”, ai bootcamp di XFactor. Cosa pensi dei Talent in generale? Credi siano una delle poche vetrine per un artista emergente?


Credo che i talent siano una bella occasione di visibilità, ma per non essere macinato nel vortice dell’usa e getta, devi avere un messaggio forte, una forte empatia con le persone, con il pubblico, e una buona e grandissima dose di CU…. di Fortuna!
I Talents forse oggi rappresentano la strada più veloce per avere la giusta visibilità, ma non è assolutamente l’unica e, soprattutto, non bisogna confondere la credibilità di un artista con il numero di passaggi televisivi, ci sono tantissimi Artisti con la A maiuscola indipendenti validi, che vivono realmente di musica, e non hanno il minimo interesse nei confronti dei talent shows!

Come possono fare i nostri lettori per mettersi in contatto con te?

Questo è l’elenco di tutti i miei social, compreso il mio blog che aggiorno quasi quotidianamente…. MYKY (rigorosamente con 2 Y!!!) e il mio ciuffo spunterà in ogni dove!!
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