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Anarchybrain racconta “Ho perso la strada”

  • Eccoci su MusikZ, siamo con Anarchybrain! Ciao, ci spieghi questo nome d’arte?

E’ un piacere essere qui con voi, si il mio nome in realtà rappresenta la mia indipendenza di pensiero, oltre a rappresentare una fede personale che spesso viene utilizzata come capro espiatorio dai giornali per coprire ciò che non si vuol far vedere. Ma l’origine ufficiale del nome nacque anche da due soprannomi che mi hanno dato. Enrico Capuano, noto cantautore Romano mi chiamava “Anarchia”, per via del fatto che avevo una maglia col simbolo anarchico, ho anche una band chiamata The Brainwash. La gente spesso mi chiamava Brain oppure Anarchia quindi ho unito i due soprannomi ed è uscito fuori Anarchybrain.

  • Sei soddisfatto di quest’ultimo tuo disco “Ho perso la strada”? Cosa vuoi comunicare con i brani che lo compongono?

Si mi ritengo molto soddisfatto eccetto per un brano che forse mi convince poco nell’album. Con questo album voglio comunicare che la religione è solo una fantasia creata per sottomettere ed illudere oppure qualcosa di totalmente diverso da tutto ciò che ci hanno sempre insegnato, basti guardare il film di Alberto Sordi «Sono un Fenomeno Paranormale» per capire cosa intendo dire.

Questo disco nasce in un brutto periodo della mia vita. Avevano appena diagnosticato un linfoma grave alla mia cagnolina ed ero disperato, così da ex cristiano cattolico mi rifugiai nella preghiera per l’ennesima volta, senza mai ottenere risposta. Quando mi resi conto che stavo solamente parlando con il soffitto di casa capii che la religione potrebbe essere qualcosa di diverso da ciò che ci hanno sempre in segnato oppure è pura fantasia per sottomettere ed illudere le persone. Così in una notte di Ottobre 2019 cominciai a scrivere i testi dell’album, ma ho cominciato le registrazoni solamente dopo Agosto 2020 quando la mia cagnolina purtroppo è deceduta.

  • Come mai la scelta di questo titolo?

 Perchè da quando ho smesso di credere nella religione come si suol dire «Ho Perso la strada» secondo il parere di alcune persone che ancora credono e che sono infastidite da questa mia scelta.

  • Come definisci il genere che fai?

Una sorta di Rock, prog, cantautoriale ma la definizione corretta sarebbe musica sperimentale perchè cerco di esplorare tutto ciò che non conosco musicalmente parlando.

  • Ci sono degli artisti con cui ti piacerebbe collaborare?

Certamente! Mi piacerebbe collaborare con la Premiata Forneria Marconi; Vittorio Nocenzi; Tony Liotta e Joerg Kuepper; David Gilmour 

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