INTERVISTE

Intervista a Lamarea, una delle band indipendenti più promettenti della scena!

In occasione della nostra collaborazione con il Plug ‘n’ Play, contest musicale indipendente organizzato dagli amici di 0371 Music Press e tenutosi in quel di Lodi da novembre a febbraio scorsi, abbiamo avuto modo di scoprire nuovi volti e talenti della scena.

Ecco la nostra intervista per conoscere meglio Lamarea, band indipendente toscana, classificatasi terza in classifica su oltre 20 artisti e band provenienti da tutta Italia.

  • Ciao ragazzi e complimenti per la vostra musica. Come nasce il vostro progetto e quali sono gli artisti che maggiormente vi influenzano? 

Ciao a tutti, e grazie per il vostro tempo!Il nostro progetto nasce dall’amicizia e dalla voglia di suonare assieme. Tutto è cominciato nel 2015 quasi per gioco, ma poi l’amore per la musica e la voglia di crescere insieme, ci ha portato ad essere quello cha siamo oggi.
Siamo sempre stati ascoltatori di ogni genere musicale, quindi fare dei nomi di artisti precisi risulterebbe difficile. Le influenze cambiano con noi, e con lo scenario musicale che è in continuo mutamento. Sicuramente ci sono delle linee guida che provengono dal rock, dal pop, e dall’alternative (Imagine Dragons, Negramaro, Biffy Clyro….), ma anche dal cantautorato italiano, per quanto riguarda la scrittura (Fabi, Diodato, Zucchero…).

  • Sappiamo che siete toscani e siamo curiosi: com’è la scena indipendente nella vostra zona? Pensate sia un posto in cui ci sono condizioni favorevoli per i musicisti indipendenti o preferireste essere in un’altra zona/scena?

La scena sarebbe buona, perché ci sono moltissimi ragazzi, gruppi e artisti, che avrebbero stoffa da vendere e tante cose da dire. Il vero problema è la società. seppure la realtà della nostra zona “brulichi” di talento, non c’è modo di proporsi e farsi notare. La musica, quella scritta e suonata, si sta relegando sempre di più in una nicchia ristretta. L’arte in generale lo sta facendo, certo, ma questo rimane un problema presente su tutto il panorama italiano. Va rinnovato lo spirito critico, l’importanza dell’arte, il suo vero valore. In fondo, basterebbero poche iniziative comunali o regionali. Detto questo, siamo contenti del nostro percorso e delle nostre radici, anche se la scena estera fa sempre un po’ invidia.

  • Arriviamo da mesi di lockdown in cui, ahinoi, la musica dal vivo si è fermata: come avete vissuto il periodo? Siete riusciti a restare attivi anche a distanza?

Dalle situazioni difficili si deve tirare fuori tutto il meglio possibile. Durante il lockdown abbiamo scritto tantissima musica, tantissimi nuovi brani che non vediamo l’ora di rendere pubblici. Da un punto di vista artistico quindi si, siamo stati super attivi; purtroppo, e per forza di cose, i live si sono fermati, ma siamo stati molto presenti sui nostri social.

  • Invece, come state vivendo il periodo di riapertura? Siete tornati a fare concerti o avete in progetto di tornare a farli a breve?

Siamo tornati a fare i primi (piccoli) live, ma purtroppo questa situazione ci riguarda un po tutti, e servirà pazienza e tempo prima di tornare alla normalità. Sicuramente ci stiamo organizzando per fare serate e per partecipare a nuovi concorsi. La voglia di fare sentire la nostra nuova musica è tanta!

  • Per concludere, se foste dei “fratelli maggiori” ipotetici di un giovane musicista che si affaccia al mondo indipendente, quali consigli e/o spunti vi sentireste di dargli?

Siate autentici. Ci vogliono far credere che per essere felici e appagati dal proprio lavoro, ci si debba omologare, ma non è così. Per sfondare le barriere serve carattere, onestà di intenti e forza. Non mancate mai di rispetto a voi stessi.

Lamarea

Share: